Moneyfarm: Come Investire Online oggi con Moneyfarm, come Funziona, Rendimenti e Vantaggi

Se hai intenzione di investire nel mercato finanziario ma non ti senti pronto a farlo in maniera diretta oppure non vuoi dedicare molto tempo ai tuoi investimenti, potrebbe essere molto vantaggioso utilizzare una piattaforma di consulenza. Grazie ad essa sarà possibile effettuare degli investimenti che determinano un certo rendimento senza dover approfondire un particolare prodotto finanziario o conoscere in maniera approfondita l’andamento del mercato. Tra le più diffuse in Italia, e che hanno suscitato interesse da parte degli investitori, vi è la piattaforma Moneyfarm. Negli ultimi anni i clienti sono aumentati in maniera esponenziale con opinioni e recensioni sul suo utilizzo positive. Ma che cos’è Moneyfarm? Come è possibile investire online attraverso la piattaforma?

Come funziona l’investimento online con Moneyfarm

Moneyfarm ha un cuore completamento italiano. Nasce nel 2011 dall’idea di Giovanni Daprà e Paolo Galvani. È una società di consulenza finanziaria indipendente. Ciò significa che il compito principale di questa piattaforma è quella di fornire servizi di intermediazione tra il cliente e il mercato. Inoltre è indipendente dato che non è collegata a nessuna banca e a nessuna istituzione statale. Grazie a queste caratteristiche potrai essere sicuro che i tuoi interessi saranno tutelati.

Codice BIC/Swift: Cos’è, a Cosa Serve e dove Trovarlo

Il codice bic o swift è una sequenza di numeri e lettere che identifica un determinato istituto di credito. Devi comunicarlo o riceverlo insieme all’iban se vuoi ricevere o eseguire un bonifico bancario da o verso un beneficiario residente in un Paese situato al di fuori dell’area Euro

Il significato dei codici BIC e Swift

I codice bic e swift, anche se hanno delle similitudini tra di loro, non hanno lo stesso significato. Per bic s’intende il “Bank Identifier Code“, cioè il codice che identifica una determinata banca. Per swift si fa riferimento, invece, a “Worldwide Interbank Financial Telecommunication” cioè al codice che viene impiegato delle banche durante le comunicazioni afferenti le operazioni finanziarie. Come anticipato sopra, il codice bic e swift è necessario quando vuoi eseguire o ricevere dei bonifici bancari. Ma non viene richiesto sempre ma solo se operi con un Paese situato fuori dell’area Euro. Infatti, se vuoi disporre o ricevere un bonifico in Italia o nell’area Euro, è sufficiente ricevere o comunicare l’iban.

Il motivo per cui viene richiesto l’inserimento di tale codice è essenzialmente quello di tutelare chi effettua il bonifico soprattutto nell’ipotesi in cui venga commesso un qualche errore d’inserimento. Infatti, se il codice bic swift viene indicato erroneamente non avviene alcun trasferimento di denaro. In passato accadeva, invece, che la banca poteva dar corso al trasferimento di denaro anche se non c’era l’effettiva certezza sulla corrispondenza dell’identità del destinatario. Oggi, invece, se le coordinate non sono indicate correttamente, i fondi non vengono trasferiti.

Come viene determinata la sequenza del codice bic/swift 

Il sistema di adottare il codice bic/swift per identificare in modo univoco un determinato istituto di credito è impiegato da quasi tutto il mondo. Il codice è una sequenza di numeri e lettere composto da 8 o 11 caratteri
La parte iniziale della sequenza si compone di quattro lettere che richiamano il nome della banca. Le due lettere successive identificano con una sigla il paese in cui si trova l’istituto di credito, ad esempio quella italiana è “IT”. La localizzazione della banca si completa con le successive due lettere che individuano la città in cui si trova l’istituto di credito.
In ultimo, le ultime tre cifre del codice, che sono eventuali, si riferiscono alla filiale della banca. 

Codice Swift

Dove Trovarlo

Per ricevere un bonifico da un Paese situato fuori area Euro, devi fornire oltre all’iban anche il codice bic/swift. Quest’ultimo può rinvenuto dal tuo estratto conto. In alternativa puoi richiederlo direttamente alla tua banca o collegandoti al sito internet del tuo istituto di credito, nella sezione relativa ai bonifici esteri.

Altrettanto, per eseguire un bonifico internazionale fuori UE, devi farti dare dal beneficiario il codice bic/swift. Nell’ipotesi in cui questo non venga comunicato, è possibile rinvenirlo tramite internet collegandosi al sito “www.swift.com” e indicare i dati relativi al nome e al luogo in cui si trova la banca del destinatario. Puoi inoltre recuperare questo codice calcolandolo attraverso l’aiuto di specifici programmi presenti in rete. Per essere sicuro che il codice così calcolato sia aggiornato ti consiglio di confrontarlo con quello rinvenibile sul sito ufficiale dello swift.

Come Compilare un Assegno Bancario, la Guida Completa

Al giorno d’oggi tutti abbiamo un conto corrente in banca o alla posta. Oltre alla normale carta di credito che usiamo per pagare, possiamo usare anche gli assegni bancari, ancora in commercio se non si possiede denaro liquido. Per utilizzarli c è bisogno di avere un conto corrente valido presso una banca.  I passaggi per una buona compilazione sono importanti da seguire, per non incorrere in una compilazione errata, e quindi trovarsi con un assegno nullo o inutilizzabile. 

Ecco una semplice guida completa per compilare un assegno bancario corretto:

  • Luogo: per iniziare la compilazione corretta dell’assegno bisogna indicare la città dove viene compilato l’assegno. Sembra inutile questa azione, ma essa è molto importante. Se il luogo coincide dove è situata la banca, esso viene detto “su piazza”, mentre se il luogo è altrove viene detto “fuori piazza”. La città è importate perché in base ad essa cambiano i tempi di accredito. 
  • Data: per specificare il giorno in cui ha inizio la validità dell’assegno, va indicata la data, inserita insieme al luogo. Un assegno senza data o post-datato non è permesso dalla legge italiana.
  • Importo in numeri: altro campo molto importante da compilare per evitare richiami dalla banca. Subito sotto la data, inserire nella prima riga l’importo in numeri, scrivendo anche i decimali se la cifra è tonda. 
  • Importo in lettere: dopo aver scritto l’importo in numeri bisogna scrivere quello in lettere. Se l’importo ha decimali, bisogna scrivere la prima parte in lettere, la seconda parte, dopo aver inserito una barra, in numeri e non in lettere. (es. cinquanta/00)
  • Nome beneficiario: nella terza riga situata dopo aver scritto l’importo in lettere, bisogna scrivere, in chiaro, nome e cognome della persona a cui vogliamo destinare la somma dell’assegno. 
  • Firma dell’emittente: una volta compilati correttamente tutti i campi obbligatori per la validità dell’assegno, non resta che firmarlo in modo chiaro e leggibile. Se la firma risulta diversa da quella registrata all’apertura del conto corrente, l’assegno viene dichiarato nullo. 
  • Clausola non trasferibile: questa voce negli ultimi anni è diventata importante per chi vuole compilare assegni con sicurezza. Un assegno può essere trasferibile se ad incassare l’importo può essere un soggetto indicato dal beneficiario, mentre un assegno non trasferibile indica che l’importo può essere prelevato soltanto dalla persona scritta sull’assegno e non da altri. 

Assegno sbarrato: cosa significa 

Questo tipo di assegno non è molto frequente, ma comunque esistente. 
L’assegno si definisce sbarrato quando presenta due barre al centro di esso. Questo può essere di due modi diversi:

  • Generale: se tra le due barre non è scritto niente, vuol dire che questo tipo di assegno può essere incassato solamente se viene mostrato da una qualsiasi banca o da un suo cliente. 
  • Specifico: invece quando tra le due barre c è scritto qualcosa, tipo il nome di una specifica banca, questo assegno potrà essere incassato soltanto da quella banca specifica o da un suo cliente. 

La modalità di sbarrare un assegno serve per tutelare chi lo ha emesso. In caso di smarrimento, chi troverà l’assegno non potrà riscuotere l’importo a meno che esso non sia trasferibile ed inferiore ai 1000 euro. 

Compilazione Assegno

Chi possiede questo tipo di assegno sbarrato, può ritirare la cifra solo se si è clienti della banca indicata tra le sbarre, appunto detto assegno specifico, mentre se l’importo viene ritirato in un’altra banca, l’assegno viene detto generale. 

Compilazione del tagliandino 

Importante anche da compilare correttamente è il tagliandino sulla sinistra dell’assegno. Una volta compilato e staccato l’assegno, il tagliandino rimane sul nostro libretto, in modo da avere una traccia degli assegni emessi. Il tagliandino è formato da 4 righe molto semplici da scrivere: 

– nella prima riga va inserita la data uguale a quella riportata sull’assegno;
– nella seconda riga va riportato il nome di chi va a favore l’assegno;
– nella terza riga, va scritto l’importo in numeri come già scritto sull’assegno in precedenza;
– nell’ultima riga va scritto la causale, cioè il motivo per cui si emette l’assegno. Questa informazione non viene riportata sull’assegno ma solo sul tagliandino. 

Bonifico SEPA: Cos’è, come si Effettua Online o in Filiale

Il bonifico SEPA è lo strumento attraverso il quale ogni soggetto detentore di un conto corrente o di una carta prepagata dotata di IBAN può effettuare e ricevere un pagamento, trasferendo denaro da un punto all’altro.

Cos’è un bonifico SEPA?

Oggi la semplicità di emettere un bonifico è nota a tutti, spostare denaro è facile e intuitivo anche per coloro che non hanno particolare dimestichezza con i servizi web. Tutti gli istituti bancari mettono a disposizione varie modalità per effettuare i pagamenti: online, recandosi in sede, attraverso dispositivi forniti all’apertura. Il bonifico può essere fatto sia in Italia che all’estero, è molto rapido in quanto impiega pochi giorni per il trasferimento ed è particolarmente sicuro.

Viene denominato SEPA in quanto è rivolto a tutti i paesi che fanno parte dell’area SEPA ovvero gli stati membri dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna), i paesi che non hanno l’euro ma accettano pagamenti (Regno Unito, Svezia, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Romania, Croazia) e i paesi che adottano la Sepa come proceduta ((Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Principato di Monaco, San Marino, le Dipendenze della Corona Britannica). 

Questo sistema di pagamento ha tempi e costi che possono variare da paese a paese, nell’area Euro si parla di una disponibilità effettiva del credito anche il giorno seguente alle operazioni effettuate entro le 15/16. Le operazioni in paesi extra Europa possono invece essere più lunghe. 

Come si effettua un bonifico online o in filiale

Un bonifico può essere emesso comodamente online oppure in filiale. Per procedere attraverso la compilazione web è necessario collegarsi al proprio internet banking, munendosi dei dati della persona che dovrà riceverlo quindi codice Iban, nome e cognome ed eventualmente nome dell’istituto bancario (alcune banche richiedono maggiori informazioni, altre meno). Quando si accede alla propria area bisogna cliccare su bonifico e poi scegliere la tipologia (standard, estero e così via). Inserire i dati del beneficiario richiesti, l’importo che si vuole trasferire, la data di esecuzione (che può essere anche successiva alla data in cui si effettua l’operazione), la causale e infine avanzare per poter convalidare il tutto. La procedura online è molto semplice, solitamente il cliente dopo averlo effettuato riceve un sms di conferma. Alcune banche richiedono l’utilizzo di sistemi integrativi di sicurezza per l’emissione di un bonifico.

Se si vuole effettuare un bonifico presso un istituto bancario è bene munirsi di tutti i dati necessari, l’IBAN completo, i dati del beneficiario, il nome della sua banca. Per procedere è necessario compilare personalmente la cedola con tutte le informazioni e consegnarlo all’addetto allo sportello che procederà ad inviare il bonifico, rilasciandovi apposita copia.

Costi e sicurezza di un bonifico bancario 

Un’operazione di questo tipo effettuata in Italia ha un costo che si aggira su una cifra che oscilla da 1 a 3 euro, mentre per quanto riguarda i bonifici destinati a conti esteri, il costo può anche essere superiore ai 5 euro e arrivare fino a 50 euro per paesi come Romania, Estonia, Bulgaria, Lituania, Polonia.

Per avere informazioni relativamente ad un bonifico effettuato è possibile consultare il CRO ovvero Codice di Riferimento Operazione che si trova sulla ricevuta del bonifico. Questo è fondamentale e può essere fornito anche al soggetto che deve riceverlo. In caso di problemi infatti il destinatario può avvalersene per verificare lo stato del pagamento e comprendere se sono stati compiuti errori nel pagamento. 

Vi sono anche altre alternative, chi è abilitato al phone banking ad esempio può anche effettuare bonifici chiamando in filiale, altre banche invece offrono la possibilità da sportello di emettere direttamente bonifico. Tuttavia la modalità prediletta ad oggi è senza dubbio il bonifico online che viene effettuato in pochi e semplici passi entrando nel proprio conto corrente.

PAC Piano di Accumulo Capitale: Cosa Sono, Come Funzionano e quali sono i Migliori del Momento

Il mondo degli investimenti nei mercati finanziari è un modo di guadagnare impiegando il proprio patrimonio che può suscitare dubbi. Alcuni sono esperti e non hanno problemi a riguardo, altri preferiscono affidarsi a degli esperti perché agiscono per conto loro. Una forma particolare di investimento è il Piano di Accumulo Capitale, dove il risparmiatore affida il proprio denaro per ottenere un guadagno. Ma come funziona il Piano di Accumulo Capitale?

Cos’è e come funziona

Il Piano di Accumulo Capitale, abbreviato PAC, consiste nella sottoscrizione di un fondo comune che consente ad un investitore, solitamente un piccolo risparmiatore, di trarre un vantaggio economico pagando delle rate. Significa che si investe grazie ad un piano di accumulo a rate, senza dovere elargire la somma totale all’inizio. Questo strumento nasce al fine di permette a soggetti che non dispongono di molta liquidità di investire nel mercato azionario ed obbligazionario, tramite il pagamento di una somma rateale.

Fondamentale in questo caso è la costanza del pagamento rateale. Il Piano di Accumulo Capitale è studiato per venire incontro alle esigenze del risparmiatore, personalizzando il più possibile il suo investimento agendo su determinati parametri. Essi sono il numero di rate, il loro importo e la durata che influenzano anche il rischio dell’investimento per il risparmiatore. Usando questo sistema, si permette di agire costantemente investendo negli strumenti finanziari scelti e guadagnare in conseguenza dell’aumento del valore degli stessi. Solitamente al momento della sottoscrizione si richiede al risparmiatore di versare delle rate anticipatamente. Si va da un minimo di tre ad un massimo di 12 rate; il valore totale dell’investimento si ottiene moltiplicando il valore della rata per il numero di versamenti.

Piano di Accumulo

Durata, costi e commissioni

La durata minima è fissata ad un anno ed il massimo può variare a secondo del fondo, ma non può mai superare i 40 anni. Le rate vengono pagate solitamente mensilmente, tuttavia nulla vieta un pagamento annuo oppure suddiviso per due, tre, quattro, cinque o sei mesi. Nel caso di un pagamento unico, esso è spesso fatto coincidere con la tredicesima del risparmiatore. Come ogni strumento finanziario, esistono dei costi da sopportare per l’investitore, ed essi sono:

  • Sottoscrizione: questo costo è variabile. Dipende dal fondo di investimento. Spesso è del 30% al momento della sottoscrizione, ma la parte restante viene suddivisa per le rate concordate;
  • Spese di gestione: sono quei costi dovuti alla gestione del fondo di investimento;
  • Diritti fissi: sono indicati al momento della sottoscrizione del risparmiatore. Questa somma è trattenuta sull’importo di ogni rata versata;
  • Costo di chiusura anticipata: nel caso in cui si voglia anticipatamente interrompere il proprio investimento, è richiesto il pagamento di una penale. Tale somma può incidere pesantemente, poiché l’investitore decide di rinunciare all’accordo sottoscritto prima del termine naturale concordato.

Vantaggi e come scegliere il migliore Piano di Accumulo di Capitale

Per un risparmiatore che vuole trarre un guadagno senza dovere sborsare una somma cospicua subito, il Piano di Accumulo di Capitale è la soluzione migliore. Piccole rate, flessibilità ed abbattimento di quei rischi dovuti alle fluttuazioni improvvise dei mercati rendono questo strumento eccellente per molti investitori. Tuttavia non tutti i Piani di Accumulo di Capitale sono uguali, bisogna scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

Molti sono gli istituti bancari e finanziari che offrono questa possibilità, per cui la prima scelta si basa sulla solidità di chi lo propone. Infatti una banca forte può garantire l’investimento più di piccoli istituti. Oltre questo la scelta deve essere orientata tenendo conto della propria disponibilità economica e del periodo di investimento. Sapendo questo, si può scegliere tra:

  • Fondo bilanciato: hanno dei rischi e rendimenti medi. Consigliati per investimenti di medio periodo;
  • Fondo Azionario: hanno rischi alti, come conseguenza anche i possibili rendimenti sono molto remunerativi. Sono consigliati per investimenti di lungo termine;
  • Fondo Obbligazionario: sono i fondi meno rischiosi e con rendimento bassi. Alcuni sono consigliati per il breve periodo, ma esistono possibilità di investimento a lungo termine.

Mutuo Chirografario: Cos’è, Come Funziona, Come richiederlo e quali Banche lo Erogano

Il mutuo chirografario è un tipo particolare di mutuo che ha tradizionalmente una durata di cinque anni e può arrivare ad un massimo di cinque, a seconda della disponibilità dell’istituto di credito. Viene così definito in quanto non prevede un’ipoteca su beni o simili garanzie ma viene stipulata unicamente mediante un contratto di finanziamento.

Tendenzialmente si ricorre a questo tipo di mutuo per cifre che non superano i 75 mila euro per persone fisiche e 120 mila euro per imprese, quando la durata non è elevata e il prestito serve per realizzare opere in comune con altri, come nel caso di un condominio o ancora quando non si ha la possibilità di sottoscrivere un’ipoteca. I tassi di interesse di questa tipologia di mutuo sono, come prevedibile, più elevate e vicine quindi ai tassi che si applicano per i normali prestiti, possono quindi raggiungere anche il 12%. Negli ultimi anni questi hanno trovato largo utilizzo, soprattutto nei casi in cui si voleva far installare un impianto fotovoltaico, essendo l’unica condizione messa a disposizione dagli istituti.

Il mutuo chirografario può essere richiesto da persone fisiche o società, in sostanza tutti i mutui che non prevedono un’ipoteca rientrano in questa categoria. Il rimborso avviene secondo le modalità prestabilite nel piano di ammortamento, le rate includono come per ogni prestito, sia la parte del capitale che la parte relativa agli interessi. Al momento della stipula le parti vengono informate di tutti i costi, della forma di finanziamento, dei tassi di interesse da applicare (si può comunque scegliere tra tasso fisso, variabile e misto come per gli altri prestiti/mutui). Le finalità del mutuo possono essere varie: acquisto di beni, ristrutturazioni di condomini, opere di vario tipo o esigenze individuali.

Banche che erogano il mutuo chirografario: le più convenienti 

Tra i migliori mutui offerti attualmente dalle banche meritano una menzione speciale Unicredit che offre anche soluzioni specifiche per le aziende e ha un tasso agevolato con rimborso in massimo 60 rate e 35 mila euro di finanziamento; Banca Sella propone un mutuo in 72 rate e uno spread dell’8%; BBC invece ha un’offerta che punta alla durata. La BPC è una delle banche che offre il finanziamento maggiore, soprattutto per le imprese che possono chiedere fino a 500 mila euro.

Quasi tutti gli istituti bancari hanno un mutuo chirografario, queste sono quelle che hanno un miglior rapporto qualità/prezzo complessivo ma è chiaro che bisogna valutare una serie di caratteristiche in base alla propria richiesta. Le dinamiche che concorrono principalmente in una scelta sono: durata, quanto si desidera ricevere, tipologia di interesse da applicare, eventuali bonus o simili che la banca mette a disposizione del cliente.

Mutuo senza ipoteca: pregi e limiti di questo finanziamento con garanzia 

Nel piano di ammortamento stipulato la banca e il cliente concorderanno ogni dettaglio, per richiederlo è necessario presentare una richiesta formale all’istituto bancario. Prima di farlo è opportuno fissare un appuntamento per parlare delle specifiche e valutare la possibilità e la fattibilità di tale richiesta che ovviamente non può essere erogata a chiunque. Pur non dovendo fissare un’ipoteca per il mutuo chirografario sono richieste comunque delle garanzie a supporto della somma che non viene altrimenti erogata, come per ogni altra forma di prestito o finanziamento emesso da una banca. Nello specifico è bene essere preparati prima di farne richiesta, per avere questo mutuo bisogna avere una storia creditizia limpida, senza proteste o segnalazioni come cattivo pagatore, bisogna avere una posizione lavorativa solida e fornire della garanzie specifiche. Chiaramente, maggiore sarà la cifra richiesta, tanto più sarà complesso l’iter o meglio la documentazione richiesta volta a garantire alla banca la possibilità di restituire la cifra e gli interessi annessi.

Carte di Credito Prepagate: Cosa sono, come Funzionano e quali sono le Migliori

La carta di credito prepagata non è una normale carta di credito ma non è neanche una carta di debito, piuttosto si tratta di una formula ibrida messa a disposizione degli istituti bancari che consiste in una carta connessa ad un borsellino elettronico su cui vi è una quantità limitata di credito.

Con la carta di credito abbiamo la possibilità di effettuare spese e di vederci scalare l’importo solo il mese successivo, con la carta di debito o bancomat invece abbiamo una data somma sul conto che possiamo utilizzare, contabilizzata al momento della spesa stessa. La carta di credito prepagata è ricaricabile e quasi sempre gratuita e permette di avere accesso a un ammontare di denaro non collegato al conto corrente. Questa soluzione, che a prima vista può apparire strana, è in realtà molto utile per avere sempre sotto controllo le proprie spese senza mai sforare. Questa tipologia di carta è svincolata dal conto corrente e questo è un fattore determinante per quanto riguarda la sicurezza, in caso di clonazione o fishing il furto riguarderà solo quanto disponibile sulla carta e non tutta la somma presente sul conto corrente. Anche su queste carte è presente un numero seriale di 16 cifre e la data di scadenza insieme al codice CVV, da questo punto di vista anche esteticamente sono uguali alle altre carte. Per le spese effettuate il pagamento avviene al momento con addebito diretto.

Le migliori offerte presenti sul mercato

Quasi tutti gli istituti bancari mettono a disposizione le carte di credito prepagate per i loro clienti, vediamo quindi quali sono quelle più convenienti e i loro costi di sottoscrizione. Partiamo dalla carta HYPE Start, della banca omonima, su circuito Mastercard con un costo di attivazione pari a zero, prelievi di 250 euro al giorno come limite, senza commissioni di prelievo in Italia e con un importo massimo di 2.500 euro annuo. La banca WIDIBA ha la sua carta, questa prevede un canone di 10 euro annuo, ha unicamente circuito Visa, non richiede costi di attivazione e ha un plafond di 10mila euro, anche in questo caso nessuna commissione sul prelievo e un massimale di 250 euro. Anche la banca ING fornisce ai suoi clienti una carta a canone zero e senza costi di attivazione, in questo caso il plafond è 4.500 ma il massimale di prelievo è libero, l’unica pecca è la commissione su prelievo di 2 euro in Italia.

Carta di Credito Prepagata

WEBANK è dotata di una Carta Jeans su circuito Mastercard che non ha costi di attivazione né di canone annuo, ha un plafond di 2500 euro e un prelievo massimo giornaliero dello stesso importo. In questo caso la commissione per ritirare contanti è di 0.50 euro. CHE BANCA! Ha un prodotto interessante ma poco conveniente, si tratta della carta Mastercard che prevede un plafond massimo di 50 mila euro e un prelievo al giorno di 500 euro, senza limiti di pagamento e senza costi di attivazione con un costo annuo di 24 euro. Negli ultimi tempi molto richiesta è la carta N26 che fa capo a circuito Mastercard e non prevede né un canone annuo né un costo di attivazione, ha un plafond massimo di 20mila euro e un limite di prelievo giornaliero pari a 2.500 euro.

Come scegliere una carta di credito prepagata 

L’offerta è veramente variegata, chiaramente in primo luogo per effettuare una scelta è necessario captare quelli che sono i costi chiave di questa carta ovvero il canone annuo, eventuali costi di apertura, ma anche costi di gestione, limiti di prelievo, costi per ritirare contante a sportello, eventuali operazioni gratuite in filiale e ancora massimali e tipologie di bonus. Molti istituti bancari mettono a disposizione dei clienti che sottoscrivono queste opzioni alcuni premi vantaggiosi come buoni carburante, la possibilità di partecipare ad estrazioni, sconti particolari, buoni su Amazon e così via. Per scegliere quindi la carta ideale è bene fare una somma di tutte queste indicazioni, segnano i pro e i contro di ogni carta, soprattutto se ci sono delle necessità particolari legate al plafond. Le carte di credito prepagate sono un’ottima soluzione, soprattutto in termini di sicurezza rispetto ai normali conti correnti e alle carte ad essi associate.

Fondi Pensione: cosa Sono, quali Vantaggi offrono e come Funzionano

I fondi pensione sono degli strumenti che permettono di garantire ai lavoratori una pensione complementare ovvero una cifra di accompagnamento alla pensione che viene erogata per legge dall’ente previdenziale di riferimento. Si tratta di uno strumento molto utile per integrare la futura pensione qualora questa non risulti particolarmente vantaggiosa.

Cosa sono e come funzionano i fondi pensione in Italia

Il fondo pensione è un investimento per il proprio futuro, si tratta infatti di garantire un reddito che sarà percepito al termine della vita lavorativa. Anche il proprio TFR può essere destinato in parte ad un fondo pensione integrativo. Questo servizio ha conosciuto un boom negli ultimi anni dal momento che la pensione per molti italiani è risultata essere troppo esigua per una vita dignitosa. Questi fondi investono in modo sicuro le somme di denaro del lavoratore e hanno un funzionamento simile alla pensione vera e propria, si percepiscono cioè quando si va in pensione per lo Stato. Aderire non vuol dire rinunciare alla pensione bensì integrarla, quindi riceverete il classico contributo dall’INPS e un altro contributo derivante dal fondo scelto. Chiunque può aderire al fondo pensione, lavoratori impiegati, autonomi, professionisti e soci di cooperative, non ci sono particolari vincoli, basta versare una somma fino al raggiungimento della pensione effettiva. In questo modo chiunque ha la possibilità di garantirsi un futuro più sereno, ottenendo una somma maggiorata.

Le caratteristiche dei fondi pensione: quali vantaggi offrono

Vi sono differenti tipologie di fondi pensione, fondi chiusi riservati solo ad alcune tipologie di lavoratori, fondi aperti che sono gestiti dalle banche o dalle assicurazioni e quindi sono rivolti a chiunque e piani individuali pensionistici che vengono formulati su misura della persona che ne fa richiesta. I fondi vengono erogati da banche, società di risparmio, società autorizzate, SIM, compagnie assicurative, imprese di investimento chiaramente tutte queste sono garantite e vi è la Commissione di Vigilanza che persegue la trasparenza di questi strumenti.

Fondo Pensione

I fondi pensione chiusi vengono stipulati solitamente tra i lavoratori e i datori di lavoro, sono quindi disponibili solo per alcune categorie di soggetti. I fondi negoziali (chiusi) sono regolati dalla Covip. I fondi pensione aperti sono gestiti da compagnie di vario tipo, chiunque può sottoscrivere questo servizio che è disciplinato da apposito regolamento. I piani individuali sono molto utili per il lavoratore che intenda chiedere un sistema di pagamento strutturato sulle proprie esigenze con delle caratteristiche particolari.

La previdenza complementare è molto utile, i rendimenti sono notevoli e certamente sono un investimento per il proprio futuro. Chi aderisce ha un fondo pensione ha molteplici vantaggi dati anche dalla natura fiscale che permette di godere di un’aliquota agevolata. I premi dei fondi pensione sono deducibili dall’IRPEF annualmente fino ad un massimo di 5.164.57 euro, i fondi sono tassati al 20%. Uno dei limiti dei fondi pensione riguarda la reversibilità, questi infatti non beneficiano delle caratteristiche della pensione. Ne hanno diritto solo i sottoscrittori che ne fanno richiesta e che vanno incontro solitamente a delle riduzioni di capitale per questo motivo.

Quali scegliere e quali sono le migliori opportunità

Tra i fondi pensione che attualmente hanno un migliore rendimento e un pacchetto variegato di offerte ci sono certamente quelli Allianz, la scelta comunque è molto soggettiva e dipende da una serie di caratteristiche relative all’importo futuro della propria pensione, alla tipologia di lavoro che si svolge e al nucleo familiare.

Al fine di selezionare il miglior rendimento possibile e la maggiore sicurezza in termini economici è bene farsi un’idea chiara delle caratteristiche necessarie per un fondo che sia utile a livello finanziario dove non vi siano eccessive detrazioni nè in corso d’opera nè a versamenti ultimati (anche in questo caso c’è una tassazione apposita che riduce il capitale investito). Solo al netto di tutte queste caratteristiche è possibile identificare il fondo pensione ideale.

Libretti di Deposito Bancario: Cosa Sono e Come Funzionano, Vantaggi e Rendimenti

I libretti di deposito bancario sono dei sistemi per risparmiare capitale e prevedono da parte dell’istituto l’erogazione di un libretto cartaceo collegato a un deposito di risparmio. Nel libretto vengono annotate tutte le operazioni svolte dal cliente, dai prelievi ai versamenti alle tasse bancarie agli accrediti. In sostanza tutta la movimentazione è sempre visibile, insieme al saldo.

Cos’è e come funziona un libretto di risparmio

Il libretto di risparmio non è un conto corrente, ci permette di fare delle operazioni ma non è connesso ad un IBAN. Ha un’operatività limitata, prevede l’erogazione del libretto cartaceo, alcuni servizi come l’accredito della pensione e il rilascio da parte della banca di un bancomat con cui è possibile ritirare. Si sceglie dunque questo supporto per la sua facilità di utilizzo e di impiego. Ne esistono due tipologie, una nominativa e una al portatore. I libretti nominativi sono di una persona o di più soggetti, i libretti al portatore on sono collegati e possono essere utilizzati da chiunque. Questi ultimi libretti sono ancora in vita ma dal 2017 non possono più essere erogati in Italia perché questo permetterebbe a chiunque di manovrare capitale senza dover rendere conto alla banca. La normativa prevede entro la fine dell’anno 2018 la completa estinzione dei libretti al portatore.

Il libretto prevede la compilazione e la sottoscrizione di un contratto come per ogni altra forma di servizio erogato dalla banca, è possibile avere dei piccoli interessi ma chiaramente sono molto limitati, le soglie sono scese negli ultimi anni, inoltre bisogna pagare ogni anno l’imposta di bollo di 34.20 euro per cifre superiori ai 5000 euro.

Libretto bancario: vantaggi e rendimenti

Il vantaggio del libretto è certamente la sua semplicità ma anche la possibilità di impiegarlo per un ragazzo giovane che si affaccia a manovrare del denaro oppure per il proprio bambino se gli si vuole lasciare una sommetta da parte, o ancora è ideale per i pensionati che non hanno particolare abilità con carte di credito, conti e assegni e desiderano vedere sempre tutte le operazioni. Le banche mettono a disposizione molti strumenti come questo, solitamente la soglia di rendimento è bassa e si aggira intorno all’1/2% massimo di interesse. Il libretto appare dunque la scelta ideale per tutti quei soggetti che non devono fare grosse movimentazioni, non hanno necessità di avere una carta per gli acquisti online o non riescono magari ad utilizzare applicazioni e sistemi complessi. Molti istituti bancari offrono la possibilità di aprire un libretto di risparmio senza pagare nulla. Bisogna ricordare comunque che in questo caso ogni operazione deve essere fatta in filiale, tranne per i prelievi che possono anche essere eseguiti attraverso il bancomat (in questo caso il movimento verrà stampato sul libretto solo alla prima operazione effettuata a sportello).

Come scegliere la soluzione giusta

Per aprire un libretto postale puoi recarti in banca munito di documenti di riconoscimento e fare comodamente tutta la procedura in pochi minuti. Sarebbe utile comunque prima di procedere, fare uno screening dei servizi messi a disposizione dalle singole banche al fine di selezionare l’opzione migliore ovvero la banca che offre il tasso di interesse più interessante, l’esenzione da spese di apertura e gestione e il pagamento di eventuali commissioni. Attenzione: ricorda sempre che il libretto è un deposito, non permette movimenti di alcun tipo ed è ben lontano dalle funzioni messe a disposizione dal conto corrente, è piuttosto una sorta di salvadanaio per depositare somme limitate.

Il libretto bancario non si differenzia di molto da quello postale, l’unico modo per scegliere è studiare quello che si avvicina maggiormente alle tue esigenze, se sei minore, se sei un lavoratore o se sei un pensionato avrai delle necessità differenti e questo ti deve guidare nella selezione della banca e chiaramente del servizio offerto. Una valutazione può essere fatta comodamente online attraverso i siti internet o telefonando direttamente in filiale per avere maggiori informazioni.

Conto Deposito: Cos’è e come Funziona, Rendimenti, Tassi e Vantaggi

Il conto deposito è un sistema connesso direttamente al proprio conto corrente ma che consente, senza alcun rischio, di ricevere una rendita. Nel complesso si tratta di uno dei migliori mezzi di investimento in quanto non comporta perdite ed è ottimale soprattutto per coloro che vogliono far fruttare i risparmi.

Che cos’è il conto deposito: uno strumento per investire i propri risparmi

Lo scopo primario e fondamentale del conto deposito è quello di effettuare investimenti, è uno strumento che serve unicamente a questo, non è un conto corrente classico ma viene a questo connesso per far fruttare le somme possedute. Viene chiamato anche conto di liquidità, questo perché non potete fare operazioni con questa tipologia di conto ma solo avere un rendimento. Per aprire un conto deposito è necessario essere già in possesso di un conto corrente classico, anche presso un’altra banca. Essendo limitato nelle sue funzioni non è possibile ad esempio versare lo stipendio, fare bonifici o prelievi, pagare le bollette o effettuare pagamenti tramite carta di credito.

Come funziona il conto deposito: limiti e funzionalità

Aprire un conto deposito conviene a tutti coloro che hanno una somma depositata e vogliono veder fruttare i propri risparmi. Per aprirlo è necessario avere un conto corrente classico che sia da appoggio e consenta di trasferire denaro. Per spostare i propri liquidi da un conto all’altro è possibile effettuare un comodo bonifico, relativo alla somma che si vuole depositare sul quale saranno poi applicati gli interessi. Per ritirare le somme invece non esiste una carta ma si può procedere solo in senso inverso, effettuando un bonifico dal conto deposito al conto classico.

Conto Deposito

Chiaramente questo conto ha dei limiti nell’impiego ma i suoi tassi di interesse sono molto elevati, certamente più interessanti di quelli offerti per i conti tradizionali. Le banche offrono condizioni vantaggiose soprattutto se si vincola la domma, in questa formula gli interessi sono ancora più alti. In questo caso però è bene ricordare che una volta vincolata la somma il denaro può poi essere prelevato in anticipo ma si perde il diritto a ricevere qualunque interesse maturato poiché viene interrotto il contratto sottoscritto. Se stai pensando a questa modalità ricorda di leggere bene tutti i cavilli prima di firmare il contratto, se pensi di aver bisogno anche di parte del capitale che stai investendo non puntare su questa formula ma opta per quella classica che non ti pone vincoli esclusivi di questo tipo.

Aprire un conto deposito: rendimenti e tassi, come scegliere senza rischi

La prima cosa da fare prima di aprire un conto deposito è valutare attentamente tutte le offerte presenti sul mercato, studiando i pro e i contro di ogni singolo pacchetto. Aprire un conto deposito è un’operazione tutto sommato semplice, vengono richiesti documenti come codice fiscale, documento di identità e un conto corrente di appoggio e solo per alcune banche un deposito minimo iniziale per l’apertura.

Per quanto riguarda la logica economica, il dettaglio fondamentale è il tasso effettivo di interesse. Il tasso è un rendimento garantito sul capitale che viene investito, le banche però vi diranno qual è il tasso lordo, da cui bisognerà poi decurtare le tasse che sono solitamente il 26% degli interessi totali. Quindi fate attenzione quando scegliete la banca, anche perché questa negli anni può variare il tasso offerto. Altra cosa a cui prestare attenzione è la logica di capitalizzazione, alcuni conti offrono gli interesse a fine anno, fine mese o comunque in date predeterminate mentre altri invece erogano gli interessi ad intervalli regolari. In questo caso è bene comprendere che il 10% di un tasso di interesse ad un anno dal deposito della cifra non ha lo stesso valore del 10% di interesse dall’apertura del conto. Altro cavillo fondamentale sono le spese, alcuni conti sono a zero spese e quindi non addebitano nulla mentre altri richiedono dei pagamenti per il mantenimento del conto. Tutte queste logiche concorrono a definire il tasso effettivo cioè quanto viene guadagnato dalla persona che intende investire al netto di tutte queste variabili.